Disturbo d'Ansia e attacchi di Panico.

Trattare efficacemente l'ansia con i rimedi naturali.

Di Max Volpi / Indicazioni terapeutiche / 28 Dicembre 2008

Sommario: Introduzione | L'ansia | Gli attacchi di panico | Le benzodiazepine | La consultazione olistica | Ipotesi di trattamento | Casistica di successo

È sempre più elevato il numero di persone che soffre di ansia ed attacchi di panico.

I sintomi che possono comparire sono:
• difficoltà di respirazione;
• palpitazioni;
• dolori al torace o senso di malessere;
• sensazioni di soffocamento;
• vertigini;
• sudorazione;
• vampe di calore;
• tremore;
• paure legate a certe situazioni;
• incapacità di controllo;
• sensazione di irrealtà;
• intorpidimento.

Ad oggi in Italia, si stima, infatti che, più di 600.000 persone, quando devono affrontare situazioni particolari, come l'auto, l'aereo, luoghi affollati o isolati, si scoprono spaventati, senza un motivo oggettivo, se non la paura della crisi. Questi soggetti manifestano il proprio "malessere" attraverso una diffusa sintomatologia fisica e psicologica.

Il ricorso esclusivo ai medici, alle pastiglie, alle gocce, è sicuramente più semplice nelle urgenze o in situazioni particolari, ma spesso non serve ad eliminare i motivi più profondi che si nascondono dietro a questi sintomi.
A tutti può capitare di essere in difficoltà nel risolvere un conflitto, o nel prendere certe decisioni, o nel portare avanti determinate scelte. Ci sono momenti in cui si è in crisi e non si riesce ad uscirne da soli, in tempi ragionevoli. Quando veniamo colti da una cefalea muscolo-tensiva per accumulo di stress, o da una forma di colite, sappiamo che essa è temporanea.


E' importante quindi per te sapere che anche gli attacchi d'ansia, o di panico, sono guaribili.


Nel linguaggio comune in genere non si è soliti distinguere tra ansia, paura, panico ed angoscia. Più specificatamente, per:
• ansia si intende uno stato emotivo legato ad eventi, emozioni interne conflittuali.
• La paura è uno stato emotivo legato per lo più ad un evento specifico.
• Il panico è uno stato emotivo di tensione ansiosa acuta.
• L'angoscia, parola di origine latina, è uno stato di ansietà elevata con accenti depressivi. In paesi di lingua anglofona non vi è distinguio tra ansia ed angoscia, definiti entrambi "anxiety".

Con l'acronimo di DSM IV (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders, "Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali", la cui ultima versione, la quarta appunto, è stata redatta nel 1994) si individua uno degli strumenti più utilizzati da medici e psichiatri di tutto il mondo. Vi sono elencati i seguenti disturbi che possono coesistere con un disturbo di ansia acuta e panico negli adulti:

• attacchi di panico con agorafobia;
• fobia semplice;
• ansia sociale;
• disturbo ossessivo compulsivo;
• ansia generalizzata;
• depressione maggiore;
• disturbo da somatizzazione;
• disturbo post traumatico da stress.

E' importante quindi per te sapere, che in molti paesi, soprattutto di etnia latina, ma non solo, quindi Spagna, Portogallo, america latina, la FLORITERAPIA è più accettata ed impiegata che in Italia, per cui: per tutti le condizioni sopracitate esiste una casistica documentata in ambito medico che testa la funzionalità dei fiori di Bach per risolvere i suddetti disagi.

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L'ansia.

Oppure Leggi il trattamento.

Interazione tra sistema endocrino e ambiente esterno

Lo schema inserito in questa pagina mostra come siano l'ambiente esterno (condizioni ambientali - clima familiare - etc.) e quello interno: predisposizioni naturali, assunzione di determinati cibi e/o bevande), a contribuire ad un ottimale funzionamento della macchina "UOMO".

Il sistema nervoso autonomo (SNA), conosciuto anche come sistema nervoso vegetativo o viscerale, è quell'insieme di cellule e fibre che innervano gli organi interni e le ghiandole, controllando le cosiddette funzioni vegetative, ossia quelle funzioni che generalmente sono al di fuori del controllo volontario.

Il sistema nervoso autonomo
è costituito da porzioni anatomicamente e funzionalmente distinte ma sinergiche:
• il SISTEMA NERVOSO simpatico
• il SISTEMA NERVOSO parasimpatico
• il SISTEMA NERVOSO enterico.

 Il parasimpatico è quella parte del sistema nervoso autonomo che provvede a funzioni viscero sensitive e somatosensitive quali:
• broncocostrizione,
• vasodilatazione,
• peristalsi della muscolatura gastroenterica,
• eccitosecrezione di ghiandole salivari, lacrimali nonché
ghiandole extramurarie annesse al tubo digerente (pancreas e fegato).

L'innervazione simpatica viene tradizionalmente descritta come
una componente che svolge una funzione attacco/fuga.
Fa capo a reazioni opposte rispetto all'innervazione parasimpatica:
• broncodilatazione,
• vasocostrizione,
• tachicardia,
• costrizione degli sfinteri,
• contrazione della muscolatura delle vie spermatiche
(quindi contribuisce all'eiaculazione).

Il Sistema nervoso autonomo invece,  ha la funzione di regolare l’omeostasi dell’organismo ed è un sistema neuromotorio non influenzabile dalla volontà che opera con meccanismi appunto autonomi, relativi a riflessi periferici sottoposti al controllo centrale. Il sistema nervoso autonomo regola la muscolatura liscia, l'attività cardiaca e l'attività secretoria ghiandolare.

Il normale equilibrio tra Il sistema simpatico e quello parasimpatico permette la regolazione ottimale di un ciclo di vita diurno in cui si possano espletare le normali attività di sopravvivenza, mentre il disagio consiste proprio in un alterato sincronismo tra queste due componenti, lasciando l'organismo in una sorta di costante allerta, spesso inavvertibile fino a quando compromette le normali condizioni di vita.

Quadro di realtà ambientale operante sul soggetto.
Fatti ambientali inducono il soggetto a ritenere che fuori del suo campo di conoscenza, stia svolgendosi qualche cosa di pericoloso per lui. Ne consegue il ben noto stato di insicurezza che in tutte le terminologie si chiama ansia.

Il disturbo d'ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare ad una menomazione considerevole (Brawman-Mintzer & Lydiard, 1996, 1997).
Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante.
Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane. Occorre tenere presente che lo psichismo, che è un complesso di attività o fenomeni di natura psichica, è un'energia conoscitiva, emotiva, affettiva e operativa. Il quadro dei sintomi si presenta come una vera e propria forza che si giova di tutto l'apparato nervoso e muscolare con le relative sensazioni interiori e cinestesiche, cioè delle sensazioni fisiche.

Normalmente, in medicina allopatica, trattato con benzodiazepine e/o antidepressivi.

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Gli attacchi di panico.

Oppure Leggi il trattamento.


ansiaUn attacco di panico, o "Disturbo d'attacco di panico" (DAP), è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. Il disturbo è significativamente diverso dagli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa. Un attacco di panico tipicamente dura dai 2 agli 8 minuti ed è una delle condizioni più spaventose e stressanti di cui una persona può avere esperienza nella vita.
Il disturbo da Attacchi di Panico con o senza Agorafobia è caratterizzato dai seguenti sintomi come variamente presenti nel DSM IV:
• palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia;
• sudorazione;
• tremori fini o grandi scosse;
• dispnea o sensazione di soffocamento;
• sensazione di asfissia;
• dolore o fastidio al petto;
• nausea o disturbi addominali;
• sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;
• derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi);
• paura di perdere il controllo o di impazzire;
• paura di morire;
• paraestesie (sensazioni di torpore o di formicolio) brividi o vampate di calore;
• ansia relativa all’essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile allontanarsi o ricevere aiuto.
I vari sintomi di un attacco di panico possono essere compresi così:
Per primo arriva l'improvviso inizio di una paura con poco o nessuno stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina (epinefrina) che causa la cosiddetta risposta “attacca o fuggi”, per cui il corpo si prepara ad un'attività fisica importante. Questo porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (tachicardia), iperventilazione (respirazione rapida) e sudorazione (che aumenta la presa e aiuta la perdita di calore). Siccome l'attività vigorosa succede raramente, l'iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e quindi nel sangue. Questo porta al cambiamento di pH del sangue che a sua volta porta a tanti altri sintomi, come formicolio o intorpidimento, vertigini e stordimento. Da parte di qualcuno è anche possibile sentire di non essere in grado di trattenere l'aria che respira, e di conseguenza cominciare a respirare più profondamente: anche questo fa decrescere i livelli di anidride carbonica nel sangue.
Chiunque si iperventila per un breve periodo di tempo può mostrare questi sintomi. Per le persone sofferenti di attacchi di panico che sanno questo, questi sintomi sono visti spesso come prova ulteriore di quanto sia seria la loro condizione. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta e peggiora i sintomi fisici e lo stress psicologico. La maggior parte delle persone che hanno un attacco, poi ne hanno altri in seguito. Se una persona ha attacchi ripetuti, oppure sente una forte ansia riguardo la possibilità di avere un altro attacco, allora si dice che ha un disturbo di panico.
Spesso i familiari cercano di rassicurare le persone che hanno un attacco di panico che non sono in un grande pericolo. Espressioni del tipo “niente di serio”, “tutto nella tua testa” o “niente di cui preoccuparsi”, possono dare l'impressione che non vi è alcun problema reale e che la cura non sia possibile oppure non sia necessaria. In realtà il paziente percepisce una condizione che è di difficile comprensione per chi non si è mai trovato, in prima persona, a gestire una crisi. Una notizia importante da dare a chi soffre di disturbo di panico è che mentre il corpo è sotto l'effetto di un attacco, non si è in pericolo di vita (a parte le reazioni supplementari come fare un incidente con la macchina o correre in mezzo al traffico). Dunque se chi soffre di disturbo di panico può anticipare un attacco e trovare un posto sicuro dove sfogare la crisi, vi sono pochi rischi immediati.

Il disturbo da panico può essere associato ad altri disturbi in comorbilità come ad esempio: depressione, ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo da somatizzazione, disturbo da ansia generalizzata, disturbo post-traumatico da stress.

Nel periodo precedente al primo attacco di panico i pazienti hanno frequentemente sperimentato un livello di stress elevato, ma accompagnato da un atteggiamento di minimizzazione rispetto ai problemi contingenti. I soggetti spesso riferiscono problemi familiari, di lavoro, cambiamenti importanti nella qualità della vita o nella generale organizzazione familiare, frustrazioni o relazioni particolarmente impegnative, o altre situazioni "normalmente" caratterizzate da stress.

Normalmente, in medicina allopatica, trattato con benzodiazepine e/o antidepressivi.

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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

BDZ - Le Benzodiazepine.

Max VolpiDesidero che tu rifletta un attimo, ma lo sai da solo, non c'è bisogno di dirlo, che l'effetto delle Benzodiazepine (da qui in poi denominate BDZ) viene espletato sul sintomo evidente che porti con te, ovvero l'ansia, l'angoscia o gli attacchi di panico e non sul motivo reale del tuo disagio, che origina dal tuo stato emotivo causato probabilmente da conflitti interiori. E' un pò come se ti guardassi allo specchio, vedi la tua immagine, però non sei tu. Vedi il guscio che ricopre la tua interiorità. I tuoi motivi, le tue esperienze, tutto ciò che ti ha portato ad avere l'ansia o gli attacchi di panico, non sono trattabili con le benzodiazepine. Su questo terreno le BDZ non possono proprio agire, non sono in grado. "Accettarsi e lavorare per far si che questi conflitti vengano risolti è la chiave di volta per trasformare realmente questo problema in una soluzione".

I fiori di Bach fanno proprio questo lavoro. Ti assistono mentre tu riorganizzi la tua esistenza intorno alle cause che ti hanno portato questo fastidio, per meglio comprendere perchè è sopraggiunto, spostarlo di lato e proseguire nel tuo cammino.

Le benzodiazepine sono una classe di farmaci con proprietà sedative, ipnotiche, ansiolitiche, anticonvulsive, anestetiche e miorilassanti. Le benzodiazepine sono spesso usate per offrire un sollievo di breve durata agli stati di ansia o insonnia grave o inabilitante. Trovano altresì impiego nel trattamento delle crisi convulsive e come coadiuvanti nell'induzione dell'anestesia.

A lungo termine può essere problematico l'uso di tali sostanze, per lo sviluppo
della tolleranza e per il rischio di instaurazione di una dipendenza, fisica e psichica.

Le BDZ hanno in comune diversi effetti terapeutici:
ansiolitico (riduce l'ansia)
ipnoinducente o sedativo (inducono il sonno)
miorilassante (rilassano la muscolatura scheletrica)
anticonvulsionante (utilizzato nell'epilessia)
• inducono un certo grado di amnesia anterograda

L'emivita è un parametro farmacocinetico che indica il tempo richiesto per ridurre del 50% la quantità di un farmaco nel plasma o nel siero (nel sangue).
Il più comune sistema di classificazione delle BDZ è in base all'emivita plasmatica.

BDZ a lunga durata d’azione - Emivita maggiore di 48 ore:
• Diazepam (Valium, Ansiolin, Tranquirit, Noan)
• Delorazepam o Clordemetildiazepam (En)

BDZ a durata d’azione intermedia - Emivita compresa tra 24 e 48 ore:
• Bromazepam (Lexotan, Compendium)
• Clotiazepam (Tienor, Rizen)

BDZ a breve durata d’azione - Emivita minore di 24 ore:
• Alprazolam (Xanax, Frontal, Valeans, Mialin)
• Lorazepam (Tavor, Control)

Effetti collaterali, che si presentano solitamente come un'accentuazione degli effetti terapeutici:
• eccessiva sedazione
astenia
atassia
sonnolenza
performance cognitive e psicomotorie ridotte
effetti residui del farmaco.
Ad esempio nel caso venga usata una BDZ a scopo ipnoinducente, si potrebbe avere stordimento, malessere, cefalea.
Assuefazione o tolleranza:
Il soggetto durante il trattamento non risponde più alla dose prescritta del farmaco, sufficiente a produrre l'effetto desiderato. Pertanto per ottenere lo stesso effetto terapeutico è necessaria una dose maggiore di BDZ. Generalmente si sviluppa tolleranza all'effetto ipnotico del farmaco dopo molti giorni di utilizzo, mentre è più raro osservare tolleranza per l'effetto ansiolitico.

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non sono riferibili né a prescrizioni né a consigli medici.

Come avrai notato...

• non si è parlato finora del TUO disagio,
• di TE, che sei una persona reale,
• del TUO vissuto di storia alle spalle,
• di quello che è sucesso a TE, che è successo a TE e basta!

...ma di sedativi, ipnoinducenti, ansiolitici, miorilassanti, etc.

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La consultazione olistica.

La sinergia di reflessologia e fiori di Bach ci permette di comportarci positivamente con la tua condizione di disagio attuale. Sono fermamente convinto, come uomo, che l'interazione terapeutica dovrebbe essere fondata sull'ascolto e sulla capacità di immedesimazione nel disagio di chi abbiamo davanti. Allo stesso tempo, la medicina non ha valore se passiva, in quanto l'atto terapeutico non deve risolversi nella sterile assunzione di composti chimici, in quanto tutti gli accadimenti che ci allontanano dalla nostra salute, cioè in definitiva, dalla capacità di star bene con noi stessi, hanno valore di crescita, perciò sono anche evolutivi.

I vantaggi dell'impiegare i Fiori di Bach sono molteplici, se ancora non li conosci, li trovi QUI.

Tutto questo fa della floriterapia un sistema affidabile d'intervento per raggiungere realmente le cause debilitanti e rimuoverle, con la ferma certezza di non agire per surrogati, ma sulla vera causa di malessere del singolo, qualità che, a mio avviso, dovrebbe essere caposaldo imprescindibile in medicina.

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Ipotesi di trattamento.

Le cause da cui derivano questi stati sono soggettive per cui, in questa sede, ci limitiamo ad elencare uno schema generico di trattamento a base di fiori e suggerire una tipologia d’intervento sul piede. Con l’azione reflessologica infatti possiamo interagire con il sistema nervoso autonomo, riportando equilibrio sull’azione sinergica dei sistemi simpatico e parasimpatico, possiamo inoltre agire sui riflessi nervosi e tramite il lavoro sui riflessi del sistema dei liquidi, agire per il rilassamento. Tra i vari fiori che abbiamo a disposizione per il trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico troviamo Agrimony, che aiuta a fare “pace” con sé stessi, Cherry Plum, che aiuta a gestire le reazioni emotive eccessive, Aspen, fiore che risponde proprio al nome di risolutore delle paure immotivate, che è una delle definizioni più comuni dell’ansia, Wild Rose, per gli attacchi di panico, quando tutto il mondo sembra avere fine, insieme alla madre per eccellenza, Star of Bethlehem, nutrice e curatrice di tutti i traumi. Molti fiori per altrettante sfaccettature di un problema che spesso può sembrare senza soluzione, ma che riflesso nei fiori si dissolve come neve al Sole.

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Casistica di  successo.

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Maggio 2008.
Zona dell'emotivitàG.G. uomo, 36 anni, si presenta presso Le Jardin fermé con un evidente sintomo d’ansia, fastidioso poiché, pur non raggiungendo apici devastanti, è presente con continuità durante la giornata. Da un primo colloquio risulta evidente che il soggetto soffre a causa di un blocco emotivo nei confronti della propria espressione personale, vorrebbe esprimersi, ma non vi riesce, questo risulta evidente anche dall’analisi del piede che presenta una forte carenza nella zona definita dell’emotività, cioè nella zona plantare comprendente le teste prossimali dei metatarsi sino a tutta la linea di cingolo pelvico inclusa, rappresentante anche il ponte di congiunzione tra il vissuto ed il presente, come a dimostrare scarsa capacità d’integrazione tra queste due dimensioni. Presenta inoltre il tipico piede egizio con alluce di ampie dimensioni, dove l’ego tende ad assorbire energia, la persona si pone in primo piano, segna il territorio. Segni di ristagno energetico sono presenti sui riflessi delle spalle ed indicano ulteriore prova dell’attuale incapacità di portare l’energia sino alle mani, area propria dell’azione nel mondo materico. Abbiamo privilegiato un’azione di tipo energetico sul piede, più adeguata in questo contesto rispetto ad una di tipo strutturale, andando a lavorare le suddette zone con differenti dinamiche. L’area della testa con un moto liberatorio, quella delle spalle per condurre energia alle mani e l’area dell’addome come detto relativa al fabbisogno emotivo in direzione centripeta, per accrescere il carico energetico e portare attenzione. Ancora viene lavorato tutto il riflesso del sistema nervoso autonomo, plesso solare e nervo vago, per portare al rilassamento.
In un soggetto di questo tipo si riscontra una certa incapacità di bastare a sé stesso, derivante dal mancato ascolto della sfera emotiva che suggerisce all’essere quali vie percorrere per trovare il proprio star bene. Ne consegue una predominanza del pensiero con relativa dissociazione della sfera emotiva che permette di sentire il presente. Il ciclo di reflessologia si protrae per 14 sedute, le prime dieci con cadenza bi-settimanale, per poi passare ad una la settimana per un mese. In questo lasso di tempo, nove settimane in totale, vi è stato anche il tempo per approfondire la dimensione floreale con quattro appuntamenti dove sono stati prescritti diversi fiori in tempi diversi, seguendo una logica derivante dal colloquio in cui sono emersi prima di tutto, come detto, questa incapacità di porsi a confronto con le prove della vita tirandosi indietro davanti alle difficoltà, trattato con Agrimony, fiore utile per la gestione emotiva, in grado di far si che si possano osservare i propri conflitti, unito a Rock Rose e Star of Bethlehem, utili per i blocchi emotivi poiché hanno la capacità di lenire i traumi inconsci del soggetto. Immediatamente sono stati inseriti Impatiens, per la fretta e la pressione con cui alcuni conducono la loro vita, e Heather, fiore con funzione risolutiva nei conflitti, poichè G.G. riferiva di sentirsi accelerato ed incapace di stare da solo.
Da questo primo strato di lavoro sono emersi blocchi emotivi causati dai rapporti con i familiari che hanno provveduto spesso a lui in sua vece ed ora, giunto in una fase della vita dove doveva forzatamente sollevare da sé i propri carichi, egli riferisce questa ansia in fondo derivante da paura per la propria sopravvivenza. Abbiamo somministrato Mimulus e Larch, oltre che Centaury e Walnut, fiori adeguati a rafforzare la capacità di interagire positivamente con il mondo, mantenendo alcuni fiori tra quelli somministrati nella prima fase.

A distanza di tre mesi dal termine del trattamento il disturbo generalizzato da ansia non è più presente nel soggetto che afferma di affrontare oggi il presente in maniera diversa, con più consapevolezza e maggiore capacità d’ascolto.

Max Volpi

Se stai sinceramente cercando di liberarti da questo tormento, mi piacerebbe parlare con te per vedere insieme, se e come poterti essere d'aiuto.

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Max Volpi

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"Ansia e rimedi naturali" by Max Volpi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.

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